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Rap e Costituzione. Filos incontra ABDULLHAI AHMED

img-20171017-wa0011Continua il percorso di educazione alla cittadinanza a Filos “rap e costituzione”. Abbiamo incontrato Abdullhai Ahmed, animatore e mediatore culturale di origini somale. 

La storia di Abdullahi comincia nel 2008, dopo il lungo e difficile viaggio percorso come tanti dall’Africa verso il nostro Paese. Quando è scappato da Mogadiscio dove è nato aveva 19 anni.

«Lì non avevo un futuro, era stato spazzato via dalla guerra. Mi ero iscritto a giurisprudenza ma non era possibile studiare». Il suo viaggio verso l’Italia è durato sette mesi: prima attraverso il deserto, poi su un barcone diretto a Lampedusa con la sola speranza di arrivare sano e salvo. È sbarcato il 23 giugno 2008. 
«Io ce l’ho fatta. Molti altri no. Sono stato fortunato».
La sua fortuna è stata quella di essere accolto nel centro Fenoglio della Croce Rossa, modello di accoglienza in tutta Italia. La sua ricchezza sta invece nel suo forte senso civico che si è tradotto in un impegno concreto e quotidiano per il bene comune, contro l’indifferenza e per il dialogo tra culture e religioni diverse.

Un animatore affabile e preparato Abdullhai. Con i ragazzi abbiamo affrontato i più diffusi stereotipi  su profughi, migranti e stranieri. Abbiamo parlato del fenomeno rapper Ghali, di Bello Figo Gu, di razzismo, ius soli e cittadinanza europea. Tutti si sono dimostrati partecipi e interessati. 
C’è bisogno di gente come Abdullhai. Forse esistono già, ma fanno cose diverse e non si conoscono tra loro. E invece bisognerebbe scovarli e federarli. Questo dovrebbe essere il compito di ogni scuola.
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